Personal Trainer Lorenzo Marini

In qualità di Personal Trainer ed esperto del movimento umano e, nello specifico della rieducazione della colonna vertebrale, tratterò i vari aspetti dell'allenamento funzionale con particolare risalto alle problematiche inerenti la salute della schiena.

Allenamento degli addominali: da Rocky al Calcio

L’allenamento degli addominali è completamente cambiato nel corso degli ultimi 20 anni, chi è cresciuto negli anni ’80 grazie con riso in bianco e Rocky Balboa si ricorderà di allenamenti mostruosi per gli addominali.

Centinaia e centinaia di addominali al giorno in crunch, avanti, di lato, sgambettatanti, con un compagno che ci tira pugni sopra, dragon flag e a testa in giù come un pipistrello.
Ci sentivamo molto eroi di un film ma, purtroppo, oggi sappiamo che non erano assolutamente indicati per la salute della nostra schiena e per l’alta performance sportiva.

Gli studi del prof McGill sulla colonna ci hanno dimostrato che un continuo e ripetuto movimento in flessione sulla parte lombare è causa di possibili infortuni sui dischi ed altamente sconsigliato su chi ha o ha avuto problemi di mal di schiena. Negli atleti invece allenare gli addominali in flessione produce soltanto un bell’addominale scolpito, ma non un addominale solido stabile e funzionale agli alti carichi e alla velocità richiesta dallo sport.

Negli ultimi anni si parla infatti di “stabilità del CORE” cioè di allenare tutta la parete addominale e la parete posteriore lombare a rimanere ferma e solida, mentre braccia e gambe si muovono velocemente( ricordate Bolt che corre i 100 metri con gambe e braccia velocissime mentre il busto è li bello immobile). La maggior parte degli atleti di elite nel mondo utilizza infatti allenare l’addome con isometrie non troppe lunghe (circa 10”) e con volumi importanti ( 8/10 ripetizioni con 4/5 serie).
Il loro obbiettivo è evitare il più possibile dissipazioni di energia prodotta dalle gambe nel busto, per favorire al massimo le prestazioni di forza e di velocità. Nei pazienti con dolore alla schiena l’obbiettivo è non aver più dolore! Ma il risultato è lo stesso, non muovere la colonna mentre creo movimenti (come una camminata). Sono arrivati quindi esercizi come il Plank, la quadrupedia, il ponte laterale, i pulloff e i deadbug che ci permettono di assicurare un ottima funzionalità del core, una forza e una resistenza adeguate al nostro stile di vita.

In Atlas utilizziamo questi esercizi per aumentare le capacità della persona aumentando difficoltà, intensità e volume a seconda del livello e dell’obbiettivo da raggiungere. Mai più esercizi in flessione o in estensione o con la schiena che si muove come se fosse un foglio di carta, ma esercizi che la mantengono ferma e solida come un’armatura medievale.

Perché Atlas ha scelto...